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Puglia – Valorizzazione delle volte

4 novembre 2009

È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 172 del 2 novembre 2009, la Legge regionale n. 26 del 27 ottobre 2009 per la “Tutela e la valorizzazione del sistema costruttivo con copertura a volta” allo scopo di conservare e promuovere le costruzioni tipiche e a volta del territorio pugliese, valorizzandone  le tecniche costruttive tradizionali, riconoscendole come elementi caratterizzanti della storia, della tradizione e della cultura della popolazione pugliese.

In particolare l’art. 3 fissa le modalità per il calcolo dei volumi per nuova costruzione e per sopraelevazione, infatti nelle nuovi costruzioni anche in deroga rispetto a quanto disposto dalle norme tecniche di attuazione e dai regolamenti edilizi comunali della strumentazione urbanistica vigente, ai sensi della presente legge,  nel computo per la determinazione dei volumi viene considerata come “altezza” la somma dell’altezza dell’imposta di volta maggiorata di un terzo dell’altezza compresa tra l’imposta di volta stessa e il suo estradosso solare strutturale.

Nel caso di sopraelevazione, qualora questa sia consentita dalla strumentazione urbanistica vigente, si stabilisce che, per il calcolo del volume delle strutture voltate preesistenti, sia computabile un’altezza massima pari a mt. 3,50.

Nel caso di avvenuta demolizione di strutture voltate, oppure nel caso in cui la demolizione, comunque nel caso sia consentita dalla strumentazione urbanistica vigente, risulti dovuta per irrinunciabili esigenze compositivo – distributive (collegamenti in verticale da piano a piano e similari), è ammissibile la ricostruzione con strutture voltate della superficie voltata demolita, anche in deroga della cubatura insediabile. In tal caso la presente legge è applicabile solo ed esclusivamente nell’ipotesi che la superficie voltata demolita venga riprogettata e ricostruita sempre con strutture murarie a volta.

Per chi invece si impegna a realizzare con sistema a volta almeno il 60% della copertura totale assentita ,i Comuni applicano al costo di costruzione base per l’edilizia agevolata un coefficiente massimo di correzione pari a 0,60.

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