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Pubblicata la legge n.133 del 06/08/2008 sulle compravendite senza certificato energetico

28 agosto 2008

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.195 del 21 Agosto 2008 la legge n.133 del 06/08/2008 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge25 giugno 2008, n. 112 recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”

Atti di compravendita senza l’attestato di certificazione energetica
Con la presente legge decade l’obbligo di allegare il certificato energetico nella comprevendita di immobili, ma resta l’obbligo di redigerlo così come previsto dall’art. 6 del D.Lgs 192/2005. Sono stati infatti abrogati con la legge 133 del 2008 i commi 3 e 4 recante: “comma 3 – Nel caso di compravendita dell’intero immobile o della singola unità immobiliare, l’attestato di certificazione energetica è allegato all’atto di compravendita, in originale o copia autenticata. Comma 4: Nel caso di locazione, l’attestato di certificazione energetica è messo a disposizione del conduttore o ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario conforme all’originale in suo possesso”.

Con la stessa legge decadono i commi 8 e 9 dell’articolo 15 D.Lgs 192/2005 recante le relative sanzioni.

Atti di compravendita o di locazione senza dichiarazione di conformità degli impianti
Viene cancellato l’obbligo di allegare ai contratti di compravendita o di locazione di immobili usati la “dichiarazione di conformità” degli impianti, previsto dall’articolo 13 del DM 37/2008 relativo all’installazione degli impianti all’interno degli edifici. .È previsto, inoltre, che entro il 31 marzo 2009 siano disciplinate le disposizioni in materia di installazione degli impianti all’interno degli edifici,
semplificando gli adempimenti per i proprietari di abitazioni e per le imprese; sia definito un sistema di verifiche degli impianti; sia rivista la disciplina sanzionatoria.

Abolita la tracciabilità dei compensi ai professionisti
Con la legge 133/2008 decade la norma sulla tracciabilità stabilita nel comma 12 e 12-bis dell’art.35 della Legge Bersani (legge 248/2006) che stabiliva l’obbligo del pagamento dei compensi con assegni non trasferibili o bonifici o altre modalità di pagamento bancario o postale, o mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro.

La legge prevedeva anche le date per l’entrata a regime della tracciabilità.
Queste, dopo la proroga di un anno stabilito da un emendamento alla Finanziaria 2007, erano state così fissate:
sino al 30 giugno 2007 il limite era stabilito in 1.000 euro;
dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008 il limite era stabilito in 500 euro;
dal 1° luglio 2008 il limite era stabilito in 100 euro.

Meno limiti alla circolazione di contanti e assegni liberi
Più che raddoppiato, da 5.000 a 12.500, il tetto massimo di denaro contante e titoli al portatore liberamente trasferibili.
Identica sorte per il limite di assegni bancari e postali in forma libera: fissato a 5.000 euro dal Dlgs 231/2007, sale ora a 12.500. Ciò vuol dire che solo i titoli di credito di importo pari o superiore a tale cifra dovranno recare clausola di non trasferibilità e indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario.
Per gli assegni in forma libera, inoltre, cade l’obbligo di indicare il codice fiscale del girante, mentre resta l’imposta di bollo di 1,50 euro.
A quota 12.500 euro, contro gli attuali 5.000, anche il saldo massimo consentito al 30 giugno 2009 per i libretti di deposito bancari o postali al portatore.

Ing. Roberto Ciriolo

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