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D.L. 112/2008 Ripristinato il tetto di 12.500 euro per il trasferimento in contanti e per gli assegni non trasferibili.

26 giugno 2008

Cade l’obbligo di predisporre e inviare all’agenzia delle Entrate gli elenchi dei clienti e dei fornitori. L’adempimento, soppresso nel 1994 (Dl 357/94) e reintrodotto nel 2006 dal “Visco-Bersani” (Dl 223/2006), viene infatti cancellato dall’articolo 33 del decreto legge di manovra. La norma imponeva a imprenditori e professionisti che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi in Italia di predisporre l’elenco dei soggetti nei cui confronti, nel corso dell’anno, avevano emesso fatture e quello dei titolari di partita Iva da cui avevano effettuato acquisti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto. Gli elenchi, che dovevano riportare codice fiscale e partita Iva di ciascun soggetto, importo delle operazioni effettuate e della relativa imposta, ed eventuali note di variazione, andavano trasmessi, esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite soggetti abilitati, entro il 29 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, pena l’applicazione di una sanzione da 258 a 2.065 euro; uguale sanzione era prevista nei casi di invio con dati incompleti o non veritieri.

Niente obbligo per i professionisti di tenere un conto corrente dedicato

Stop alle norme che imponevano agli esercenti arti e professioni, anche in forma associata, di tenere uno o più conti correnti bancari o postali dedicati, anche se non in via esclusiva, ai compensi e alle spese relativi all’esercizio dell’attività. Via libera, invece, ai contanti: cade infatti, per gli stessi soggetti, l’obbligo introdotto dal Dl “Visco-Bersani” di incassare i pagamenti esclusivamente tramite strumenti finanziari “tracciabili”, come assegni non trasferibili, bonifici, sistemi elettronici e altre modalità di pagamento bancario o postale. Le disposizioni ora abrogate, contenute nell’articolo 35 (commi 12 e 12-bis) del Dl 223/2006, fissavano un tetto a 100 euro per i pagamenti in contanti a partire dal 1° luglio 2009, a 500 per il periodo 1° luglio 2008-30 giugno 2009 e a 1.000 euro per quelli effettuati fino al 30 di questo mese.

Meno limiti alla circolazione di contanti e assegni liberi
Più che raddoppiato, da 5.000 a 12.500, il tetto massimo di denaro contante e titoli al portatore liberamente trasferibili.
Identica sorte per il limite di assegni bancari e postali in forma libera: fissato a 5.000 euro dal Dlgs 231/2007, sale ora a 12.500. Ciò vuol dire che solo i titoli di credito di importo pari o superiore a tale cifra dovranno recare clausola di non trasferibilità e indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario.
Per gli assegni in forma libera, inoltre, cade l’obbligo di indicare il codice fiscale del girante, mentre resta l’imposta di bollo di 1,50 euro.
A quota 12.500 euro, contro gli attuali 5.000, anche il saldo massimo consentito al 30 giugno 2009 per i libretti di deposito bancari o postali al portatore.

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